Le SPHERES si presentano

Giovedì 22 settembre si è tenuta, nell’aula magna dell’Istituto Industriale Statale Amedeo Avogadro, la presentazione del concorso Zero Robotics, organizzato dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology e l’Agenzia Spaziale Europea.

Di cosa si tratta?

Semplicemente di una sfida che consiste nel far muover in assenza di gravità piccoli satelliti di sforma sferica (SPHERES) – già utilizzati dalla NASA – attraverso getti di aria compressa.

Gli sfidanti (piemontesi) sono gli allievi dei seguenti istituti:

  • IPSIA Galilei – Ferrari, di Torino
  • ITIS Pininfarina, di Moncalieri (TO)
  • IIS Ferrari, di Susa (TO)
  • IIS Vallauri, di Fossano (CN)
  • IIS Avogadro, di Torino
  • ITIS Olivetti, di Ivrea (TO)

dai quali sono stati scelti circa sessanta ragazzi.

L’evento è stato aperto da Tommaso De Luca, Dirigente Scolastico dell’IIS Avogadro, che ha divertito i presenti con la proiezione di tre slide create con Photoshop dagli studenti dell’istituto e al suo discorso è seguita la presentazione del progetto da parte del professor Leonardo Reyneri, del Politecnico di Torino.

Il culmine dell’interesse dei ragazzi è stato raggiunto durante la parte di conferenza tenuta da Alvar Saez Otero, professore al MIT e responsabile mondiale del programma SPHERES e ZERO ROBOTICS, il quale ha parlato – in inglese – del progetto e ha mostrato alcuni video sull’azione delle SPHERES.

Gli studenti sono stati talmente coinvolti dal suo intervento che hanno posto una gran quantità di domande – anch’esse in inglese, alle quali Otero ha risposto con piacere.

Successivamente i ragazzi hanno scelto i nomi delle rispettive squadre (5ap per il Galilei – Ferrari,  Ferrarisusa_ZRC per il Ferrari, OLI – M24 per l’Olivetti, Why Not per il Pininfarina, CyberAvo per l’Avogadro e ROBOVALL per il Vallauri), che sono stati registrati da Otero sulla piattaforma informatica che sarà utilizzata durante tutte le fasi della competizione, di modo che i coordinatori dei vari team possano accedervi e operarvi.

L’evento si è concluso con la visita dell’istituto.

A quanto pare la presentazione di questo progetto ha soddisfatto tutti, sia allievi che insegnanti.

Otero ha commentato: «First of all, thank you for such a superb welcome to Torino on Thursday. The most important part were not the other speakers, but the fact that I got to meet about 100 students who are truly interested in engineering, congratulations to all of you for creating such excitement! », mentre il professor De Luca ha espresso così i suoi apprezzamenti: « Vi sono due modi per vedere l’evento: uno è quello dei professori che partecipano alla competizione internazionale e sono animati da orgoglio e da qualche esitazione per i risultati conseguibili. Tutti però sono compresi nel ruolo e pieni di voglia di far bene. Nel secondo modo invece si muovono i ragazzi; all’inizio prevale la sorpresa per la stravaganza del personaggio di Otero, abbinata alla sua biografia, che quasi tutti hanno cercato in Internet. Genio e qualche sregolatezza sono un binomio che non può che affascinare i giovani, e qualcuno pensa a come l’America sappia valorizzare i propri talenti e non guardi alle apparenze, un concetto che non può non piacere ai ragazzi e che nella loro testa si traduce in: “Se so fare, c’è posto anche per me”.

In tutti la sensazione netta di partecipare ad un evento importante, l’ansia di aspettare i prossimi passi, lo sforzo d’immaginare che cosa si dovrà fare, con chi si starà, contro chi si dovrà gareggiare e finalmente, nei ragazzi, la risposta ad una delle domande più frequenti: “Studiare questo a che cosa mi servirà?” »

Ora agli studenti spetta la competizione vera e propria, che si dividerà in tre sessioni: durante la prima dovranno affrontare una simulazione al computer – un server del MIT – del gioco, alla fine della quale le squadre europee si potranno alleare per ottenere un risultato migliore; la seconda fase è una gara preliminare ad eliminazione per selezionare le nove squadre che gareggeranno in finale.

La finale si terrà sulla Stazione Spaziale. Durante questa fase i programmi elaborati dai vincitori saranno messi in atto dai satelliti SPHERES sotto la supervisione degli astronauti.

La gara verrà mostrata in diretta al centro tecnologico ESTEC dell’ESA nei Paesi Bassi e alle nove squadre finaliste verrà pagato dalla stessa ESA il viaggio per potervi assistere, mentre tutte le altre squadre potranno seguire l’evento da una sala attrezzata a Torino.

G.D.L.